Apri l’estratto conto contributivo sul sito INPS, scorri gli anni lavorati e ti fermi sempre lì, 62 anni e 41 anni di contributi. La domanda nasce subito: si può ancora lasciare il lavoro nel 2026? La risposta è sì, ma solo in un caso preciso, legato a Quota 103 e alla data in cui i requisiti sono stati maturati.
Chi può davvero andare via prima
Per l’uscita a 62 anni nel 2026, la finestra utile riguarda chi ha raggiunto entro il 31 dicembre 2025 sia l’età minima di 62 anni, sia almeno 41 anni di contributi. In pratica, non basta compiere 62 anni nel 2026, serve aver già consolidato tutto entro la fine dell’anno precedente.
Questo dettaglio conta molto, perché Quota 103 non è stata rinnovata per il 2026. Quindi chi non aveva già maturato i requisiti entro il termine fissato non può accedervi con le regole note fino al 2025.
Chi segue queste pratiche ogni anno lo sa bene, il primo controllo serio si fa sempre sull’estratto contributivo, perché periodi mancanti, riscatti o settimane non accreditate possono cambiare completamente il quadro.
Quanto si può percepire
L’importo della pensione non è uguale per tutti. Dipende da stipendi, anzianità contributiva, sistema di calcolo e carriera lavorativa. Per questo non esiste una cifra universale.
C’è però un’altra strada da valutare, il cosiddetto Bonus Giorgetti. Riguarda chi raggiunge i requisiti della pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026 e decide di restare al lavoro, ricevendo un incentivo economico in busta paga.
In termini pratici, le simulazioni possono mostrare effetti diversi:
- con una RAL intorno a 28 mila euro, l’aumento netto può risultare interessante e compensare in buona parte la minore pensione futura;
- con 50 mila euro di RAL, il vantaggio mensile tende a diventare più evidente;
- oltre 75 mila euro, il rinvio di alcuni anni può tradursi in una liquidità aggiuntiva annua rilevante, anche se il beneficio reale varia sempre in base alla posizione personale.
Se non rientri in Quota 103
Restano le vie ordinarie:
- pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi;
- pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.
Il controllo da fare subito
Se pensi di avere i requisiti, conviene verificare tre cose: data esatta di maturazione, contributi effettivamente accreditati e simulazione dell’assegno. Bastano pochi dati sbagliati per farsi un’idea errata. In materia previdenziale, la differenza tra uscire subito o attendere un anno passa spesso da una singola settimana contributiva registrata correttamente.




