Nuovi buoni postali: quali valutare oggi per ottenere un rendimento più alto

Aprire un cassetto e trovare un vecchio libretto postale è una scena familiare a molte famiglie italiane. Spesso accanto ci sono anche alcuni buoni fruttiferi, acquistati anni prima con l’idea di far crescere i risparmi senza troppi rischi. Ma nel 2026 quali sono davvero le opzioni più interessanti per chi cerca il rendimento migliore?

I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) restano uno degli strumenti di risparmio più diffusi in Italia. Sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato e pensati per chi preferisce soluzioni semplici, senza costi di sottoscrizione e con una fiscalità agevolata.

Le tipologie di buoni più interessanti nel 2026

Nel panorama attuale esistono diversi prodotti, ciascuno con una durata e una logica di rendimento specifica.

  • Plus 4 anni
    Durata breve e rendimento cumulativo indicativo intorno al 5,7% a scadenza. Gli interessi maturano soprattutto alla fine del periodo.

  • Premium 4 anni o Buono 100
    Può arrivare fino a circa 3% lordo, spesso destinato a nuova liquidità.

  • Buono 3×4
    Durata massima 12 anni, con rendimenti che crescono a scatti ogni 3 anni.

  • Rinnova 4 anni
    Pensato per chi reinveste buoni in scadenza, con rendimento indicativo intorno all’1,5%.

  • Buono Ordinario
    Strumento storico con durata fino a 20 anni, adatto a orizzonti molto lunghi.

Gli osservatori del mercato del risparmio notano che i prodotti a durata breve o media, come il Plus 4 anni, sono spesso scelti da chi desidera una previsione più chiara del rendimento nel medio periodo.

Perché molti risparmiatori li considerano ancora

I BFP mantengono alcune caratteristiche che li rendono popolari:

  • tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi
  • nessun costo di acquisto o gestione
  • rimborso possibile in qualsiasi momento, con interessi maturati solo dopo determinate soglie temporali
  • gestione semplice tramite ufficio postale o servizi digitali

Nella pratica, consulenti e appassionati di finanza personale osservano che questi strumenti vengono spesso usati come componente prudente di un portafoglio.

Come capire quale scegliere

Quando si valutano i buoni, conviene considerare tre fattori:

  1. Durata dell’investimento
  2. Modalità di maturazione degli interessi
  3. Possibilità di rimborso anticipato

I rendimenti indicati nei prospetti sono sempre lordi e indicativi, e il valore effettivo dipende dalla permanenza del capitale fino alle scadenze previste e dalle condizioni del prodotto.

Per molti risparmiatori, la scelta più efficace non è inseguire il rendimento più alto in assoluto, ma trovare il buono coerente con il proprio orizzonte temporale. In fondo, il vero vantaggio dei buoni postali è proprio questo: semplicità e prevedibilità nel tempo.

Redazione Classici Veneziani

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